Nuovo assunto, primo giorno di lavoro, e già una scelta importante da mettere nero su bianco: dove destinare il TFR. Dal 1° luglio 2026 le regole cambiano, e con loro arriva un nuovo modulo da conoscere bene: il TFR3.
Per aziende, studi professionali e consulenti del lavoro significa una cosa sola: capire chi rientra nelle nuove regole, quali passaggi seguire all'assunzione e come gestire tutto correttamente in JOB.
Vediamolo insieme, senza tecnicismi.
Cosa cambia dal 1° luglio 2026
Per i lavoratori assunti a partire dal 1° luglio 2026 si applicano le nuove regole previste dalla Legge di Bilancio 2026 (n. 199/2025).
Il primo passo è individuare correttamente la categoria del lavoratore, perché le regole cambiano a seconda dei casi. Le categorie sono due:
- lavoratori di prima assunzione
- lavoratori non di prima assunzione
I lavoratori di prima assunzione
Sono coloro che non hanno mai avuto un precedente rapporto di lavoro dipendente.
Entro 60 giorni dall'assunzione, il lavoratore deve esprimere una scelta sulla destinazione del TFR maturando. Se non lo fa, scatta il silenzio-assenso: il TFR viene conferito automaticamente a una forma di previdenza complementare, individuata secondo i criteri di legge.
In alternativa, il lavoratore può decidere di mantenere il TFR in azienda (se l'azienda rientra nei requisiti previsti) oppure destinarlo a una forma pensionistica complementare di sua scelta.
I lavoratori non di prima assunzione
Sono coloro che hanno già avuto almeno un precedente rapporto di lavoro dipendente.
Qui le regole dipendono dalla situazione previdenziale pregressa:
- se ha già una previdenza complementare attiva, deve dichiararlo al nuovo datore e, entro 60 giorni, può indicare il fondo di destinazione. Senza una scelta, il TFR confluisce nel fondo previsto dal CCNL applicato.
- se non ha una previdenza complementare, non c'è adesione automatica: valgono le regole ordinarie di destinazione del TFR.
- se ha iniziato a lavorare prima del 29 aprile 1993, valgono le regole specifiche di normativa e accordi, con scelta espressa o quanto previsto dagli accordi applicabili.
In tutti i casi, all'assunzione il datore di lavoro deve richiedere al lavoratore una dichiarazione sulla situazione previdenziale pregressa, per applicare il trattamento corretto.
Che cos'è il modulo TFR3
Il TFR3 è il nuovo modulo da utilizzare per i lavoratori assunti nel settore privato dal 1° luglio 2026. Serve al lavoratore per:
- indicare la destinazione del proprio Trattamento di Fine Rapporto
- dichiarare la propria situazione previdenziale pregressa
- comunicare un'eventuale adesione già esistente a una forma di previdenza complementare
In questo modo il datore di lavoro può verificare la corretta applicazione delle nuove regole di adesione automatica ai fondi pensione.
Il modulo, infatti, non serve solo a scegliere dove destinare il TFR: serve anche a determinare se e come si applica il nuovo meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare.
Una novità ancora in evoluzione
Attenzione a un dettaglio importante: il 30 giugno il Ministero del Lavoro ha pubblicato un facsimile del modulo, denominato TFR3. Si tratta però di un modulo provvisorio, in attesa del decreto interministeriale che fornirà la versione ufficiale.
Il modulo è strutturato in più parti: le dichiarazioni del lavoratore (sull'informativa ricevuta e sulla propria situazione personale), una sezione dedicata ai lavoratori di prima assunzione e una ai lavoratori non di prima assunzione.
La gestione in JOB
La buona notizia è che JOB, il software paghe di Sistemi, è già pronto a gestire tutte le casistiche del TFR3.
Per i lavoratori di prima assunzione, JOB gestisce il conferimento automatico a previdenza complementare (silenzio-assenso), la scelta esplicita di conferimento totale o parziale e il caso di nessun conferimento.
Per i lavoratori non di prima assunzione, il software copre chi aderisce già a una previdenza complementare, i casi di adesione automatica, la situazione di chi ha una retribuzione annua inferiore all'assegno sociale (e quindi non versa il contributo a suo carico) e il caso di nessun conferimento.
Una volta indicata la destinazione del TFR, resta da compilare la sezione (invariata) dedicata alla forma pensionistica complementare e alla percentuale di contribuzione al fondo.
Cosa fare subito
Quattro passaggi per farsi trovare pronti:
- consegnare l'informativa e il modulo TFR3 all'assunzione
- raccogliere e conservare il modulo firmato
- verificare la scelta entro 60 giorni
- in assenza di scelta, applicare l'adesione automatica prevista dalla norma
Il TFR3 è un adempimento nuovo, ma con gli strumenti giusti si gestisce senza stress. Vuoi capire come impostare correttamente le nuove regole in JOB ed evitare errori sui prossimi assunti? Contattaci: ci pensiamo insieme, in modo semplice e ordinato.
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